aldo maria valli papa francesco

Poiché il mondo dice che la verità, in senso assoluto, non esiste e non può essere conosciuta, ma al più esistono tante verità che devono convivere, la Chiesa, per adeguarsi a questo pensiero, rinuncia ai suoi dogmi e così, una volta ancora, si snatura e si appiattisce. Tutto il suo pontificato è stato un monito contro il relativismo dilagante, e oggi, puntualmente, anche la Chiesa abbraccia il relativismo. Sulla stessa linea è una valutazione contenuta nella Laudato si’, quando Francesco scrive che la difesa della natura «non è compatibile con la giustificazione dell’aborto» né con la manipolazione degli embrioni, e giudica «incoerente» chi magari si impegna «contro il traffico degli animali a rischio di estinzione ma è determinato a distruggere un altro essere umano che non gli è gradito». Quanto al ruolo delle donne, Francesco si è espresso più volte a favore di una loro valorizzazione, anche all’interno della Chiesa, ma ha sempre escluso la possibilità del sacerdozio femminile. Francesco c’è riuscito non tanto con una strategia precisa ma con la sua stessa personalità e il suo modo di essere. Francesco tuttavia può fare molto per porre rimedio a certi errori e a certe ingiustizie del passato, come abbiamo visto nel caso di Oscar Romero, il vescovo salvadoregno ucciso nel 1980 dagli squadroni della morte espressione della dittatura militare del suo paese. | Registrazione al Tribunale di Roma n.294 del 19 ottobre 2012. In famiglia con papa Francesco E il Dio del Corano ha davvero poco in comune con il Dio della Bibbia. Non solo può esserlo, ma lo è già. – Sì, il papa Francesco. Io vedo la Chiesa come un ospedale da campo dopo una battaglia. Nello stesso tempo non ha voluto procedere con nomine eclatanti, epurazioni o azzeramenti. Non esistono laici clericali o clericalizzati che non abbiano l’appoggio di qualche prete e non c’è un prete clericale che non abbia qualche laico che muore dalla voglia di fare il prete!». Quella che invece emerge con grande chiarezza è la chiusura all’ipotesi del sacerdozio femminile. La comune appartenenza alla Chiesa: questo il principio che Francesco sottolinea a più riprese, raccomandando sempre l’obbedienza. Nemmeno nelle ormai numerose catechesi del mercoledì su matrimonio e famiglia Francesco si è espresso, finora, in modo diverso rispetto all’insegnamento consolidato. Ma, lo ripeto, nel caso specifico, mi sembra che lo strappo sia stato tale da non lasciare altra scelta all’autorità. Ciò di cui abbiamo bisogno, specialmente in questi tempi, sono testimoni credibili che, con la vita e con la parola, rendano visibile il Vangelo e risveglino l’attrazione per Gesù Cristo e per la bellezza di Dio». Fra le pagine del suo libro si avverte l’inquietudine di un credente che sembra non riconoscere più la voce della Chiesa. Pensiamo alla richiesta, rivolta agli ordini religiosi, di aprire le loro case e i loro conventi, spesso ormai vuoti o quasi, per metterli a disposizione dei migranti e dei profughi. Francesco ha oppositori interni che non gli danno tregua. No! Please try your request again later. Lo Spirito Santo ci spinge a uscire dal nostro recinto e ci guida fino alle periferie dell’umanità». Il Papa emerito, Joseph Ratzinger, nel 1969 scrisse che la Chiesa aveva iniziato il proprio cammino verso la fine, con preti sempre più trasformati in assistenti sociali e la fede ridotta a visione politica. A questo proposito, pensando alla missione dei laici cristiani nelle città, «a contatto con le complesse problematiche sociali e politiche», invita tutti a «fare uso abitualmente del Compendio della dottrina sociale della Chiesa, uno strumento completo e prezioso», una vera e propria «bussola» da utilizzare nell’impegno «per l’inclusione sociale dei poveri, avendo sempre per loro una prioritaria attenzione religiosa e spirituale». In realtà ha lasciato campo libero allo schieramento modernista, con tutte le conseguenze che stiamo vedendo. Credo che Francesco, soprattutto dopo Amoris laetitia, l’esortazione apostolica del 2016 pubblicata dopo i due sinodi sulla famiglia, abbia spalancato la porta della Chiesa all’ingresso del relativismo e dell’etica della situazione. Non si possono scartare! L’importante è che sia garantita «la distinzione dei ruoli e delle competenze» e che sia sempre assicurato il «pieno rispetto delle reciproche funzioni» all’insegna di «un sano pluralismo» che non «pretenda di confinare l’autentico spirito religioso nella sola intimità della coscienza, ma che si riconosca anche il suo ruolo significativo nella costruzione della società, legittimando il valido apporto che esso può offrire». Non era necessario parlare di questo, bensì delle cose positive che aprono il cammino ai ragazzi. Sotto questo profilo si può fare un paragone con papa Giovanni XXIII: anche lui, chiamando a raccolta i pastori di tutto il mondo nel concilio Vaticano II, non chiese mai di mettere in discussione la dottrina. Maria, una donna, è più importante dei vescovi». La confusione è totale. Proprio da questa riflessione è nata l’idea del sinodo e quindi è su questo piano, pastorale e non dottrinale, che probabilmente arriveranno indicazioni alla fine dei lavori. I conventi «non sono nostri, sono per la carne di Cristo che sono i rifugiati. Ma non è contraddittorio che un’accusa del genere, cioè del mancato rispetto di alcuni aspetti di una normativa del diritto canonico, arrivi proprio da chi, in merito a una questione così importante come l’eucaristia, chiede di essere svincolato da ogni norma e di poter procedere semplicemente in base alla propria volontà individuale? Insomma, per Bergoglio la cornice normativa c’è ed è valida. In tal senso, un provvedimento significativo è stato quello di istituire un dicastero per la comunicazione, con il compito di coordinare l’attività di tutte le fonti di informazione della Santa Sede (Osservatore romano, Radio Vaticana, Centro televisivo vaticano, Libreria editrice vaticana, servizio internet, sala stampa, Pontificio consiglio per le comunicazioni sociali) e di evitare gli sprechi. Inoltre Francesco non è uomo di rottura. Ricordo infine che, ricevendo il presidente Sergio Mattarella, Francesco non ha minimamente messo in discussione il concordato, ma ha parlato dei Patti lateranensi (ricordando che sono stati recepiti dalla Costituzione italiana) e dell’accordo di revisione come di «un solido quadro di riferimento, all’interno del quale si sono pacificamente sviluppati e rafforzati i rapporti tra l’Italia e la Santa Sede, garantendo la reciproca sovranità e indipendenza e al tempo stesso il mutuo orientamento alla fattiva collaborazione, sulla base di valori condivisi e in vista del bene comune». Certamente sì. Far scomparire dalla coscienza dell’uomo questa consapevolezza non è opera di misericordia, ma è qualcosa di demoniaco, perché consegna le anime alla perdizione: proprio ciò che vuole il demonio. Nello stesso tempo, Francesco, come nel caso del ruolo dei laici, tiene di nuovo a sottolineare un aspetto che a suo giudizio è troppo spesso sottaciuto o dimenticato, anche dai credenti: la funzione sacerdotale, che nel caso dei preti diventa specifico ministero, appartiene a tutti coloro che ricevono il battesimo, uomini e donne, celibi e sposati, senza distinzioni. «Questo ci dice che nessuno è inutile nella Chiesa, nessuno è secondario, nessuno è anonimo: tutti formiamo e costruiamo la Chiesa. «I conventi vuoti non servono alla Chiesa per trasformarli in alberghi e guadagnare i soldi», ha detto visitando il Centro Astalli dei gesuiti a Roma. Nell’unica messa celebrata finora per i politici italiani (alle sette del mattino, costringendo i parlamentari a un’alzataccia e dimostrando così di non volerli privilegiare in alcun modo rispetto a tutti gli altri fedeli) ha rivolto loro un discorso durissimo («Non caricate sul popolo pesi che voi non sfiorate neppure con un dito»), ha parlato della corruzione interiore degli uomini di potere che si allontanano dal popolo e ha fatto di tutto per marcare una distanza. Oggi a che punto siamo? Sono parole chiare, pronunciate da un papa che comunque parla al popolo e mai al Palazzo, perché non lo considera il suo interlocutore. Di qui la Laudato si’, l’enciclica «verde» sulla tutela del creato, da lui fortemente voluta nonostante molte difficoltà nell’elaborazione. Anche in questo caso ci sono motivi di razionalizzazione, ma soprattutto di trasparenza nell’uso delle risorse. – Sì, Jorge Mario Bergoglio: papa Francesco… Se non lo fa, tradisce se stessa e anziché confermare i fratelli nella fede li confonde e li conduce alla perdizione. «Il suo giudizio severo – scrive – è ingiusto», ma è proprio con questo giudizio che Bergoglio deve fare i conti. L’altra Chiesa di Francesco, MicroMega, n. 6, settembre 2015 Intervista ad Aldo Maria Valli Il papa si è proposto di rinnovare profondamente gli assetti di potere finanziari e della curia. Ma una Chiesa senza dogmi e senza dottrina, o con una dottrina annacquata, non è una Chiesa più pastorale, cioè più attenta all’uomo e alle sue esigenze, bensì una Chiesa sbandata, in preda all’arbitrio e succube del mondo e delle tendenze dominanti in un certo momento storico. Inoltre all’inizio di quest’anno Francesco ha nominato nuovo segretario della Congregazione il francese Joël Mercier, un sacerdote con una profonda esperienza di insegnamento e di formazione dei preti. «Per favore», ha chiesto il papa, «occorre studiare bene il percorso di una vocazione! Ha scritto la prima biografia italiana dedicata a Emil Cioran e il saggio “Platone totalitario”, Covid: la pandemia di Covid potrebbe provocare diverse epidemie di morbillo nel 2021, Regno Unito, si suicida dopo aver ascoltato una conversazione hot tra l’ex moglie e il nuovo fidanzato, Usa, il Nevada è il primo Stato a inserire le nozze gay in Costituzione, Covid, Vaccino: Ue, pre-accordo con Moderna per 160 mln di dosi, Covid, un’app prevede quanto è rischioso un pranzo in famiglia, Cina, la blogger Zhang Zhan rischia 5 anni di carcere, Covid, vaccino Moderna efficace al 94,5%: “Dura fino a 30 giorni nei frigoriferi di casa”. Altrimenti chi lo ha appoggiato rischia di cedere alla disillusione mentre chi lo osteggia si sente rafforzato e incoraggiato a remare contro, in qualunque modo lo voglia fare. Le famose riforme non sono state realizzate. Nella lotta alla pedofilia è molto importante, anche sotto un profilo simbolico, la decisione di dimettere dallo stato clericale e, soprattutto, di far processare in Vaticano l’ex nunzio Józef Wesołowski, accusato di abusi e di detenzione di materiale pedopornografico. Vuol dire che le regole non vanno bene quando a chiederne l’osservanza è il papa, mentre vanno bene quando si tratta di garantire i diritti di chi disubbidisce al papa? La sua «rivoluzione» non riguarda i contenuti, che restano quelli tradizionali, ma la strategia. Ma quello che c’è da fare nel campo della formazione è un lavoro enorme e Francesco finora si è limitato a lanciare alcuni segnali. Lo rileva il papa stesso quando dice che il protagonismo del laicato «è un elemento fondamentale che appartiene agli insegnamenti del concilio Vaticano II» e che «ogni membro del popolo di Dio è inseparabilmente discepolo e missionario». In secondo luogo Francesco, che è un pragmatico, sa che aprire un fronte di questo genere gli impedirebbe di dedicare le necessarie energie alla riforma interna. Questo non è possibile. After viewing product detail pages, look here to find an easy way to navigate back to pages you are interested in. Inoltre, ricordando che la formazione è «un’opera artigianale, non poliziesca»  e che «dobbiamo formare il cuore», ha messo in guardia dal rischio di produrre «piccoli mostri». Ciò che gli preme sottolineare è un altro aspetto: la funzione sacerdotale non è un potere né tanto meno un merito, ma una vocazione. Nella stessa occasione, rispondendo a una domanda sul controllo delle nascite, ha poi messo in guardia dal «neo-malthusianesimo» che cerca «un controllo della natalità da parte delle potenze», con la conseguenza di determinare tassi di natalità bassissimi. L’Islam può essere una minaccia concreta per l’Europa cristiana? Il proselitismo, spiega nell’intervista a Eugenio Scalfari «è una solenne sciocchezza», perché è forzatura, è contro la libertà, e non ci può essere scelta di fede senza libertà. Quando la Chiesa si lascia prendere dal principio anti-dogmatico in realtà cade nel dogma centrale del relativismo, e cioè che ciò che io penso di Dio e dell’uomo è indifferente perché Dio è ovunque e io me lo posso dipingere a mio piacimento. If the Amazon.com.au price decreases between your order time and the end of the day of the release date, you'll receive the lowest price. La lotta alle posizioni di rendita e ai privilegi ecclesiastici, che Francesco ha con diverse dichiarazioni mostrato di voler fare propria, non dovrebbe accompagnarsi ad atti concreti, come la rinuncia ad alcuni degli innumerevoli privilegi concordatari di cui godono la chiesa ed il Vaticano nel nostro Paese? E nell’intervista alla Civiltà cattolica ha sostenuto: «La donna per la Chiesa è imprescindibile. Ma poiché il mondo è dominato dal relativismo e dal soggettivismo (non esistono leggi eterne ed assolute, ma è vero solo ciò che il soggetto sperimenta e prova) ecco che la Chiesa mondanizzata si mette sulla stessa linea. E del tutto assente è il messaggio d’amore che è al centro del cristianesimo. Eppure, non è stato forse fra i più rivoluzionari, abdicando al trono di Pietro? Benedetto XVI viene rappresentato come l’ultimo baluardo di un cattolicesimo che resiste nella purezza della sua dottrina. Una volta, quando era ancora arcivescovo di Buenos Aires, in un’intervista Bergoglio parlò del profeta Giona, che aveva tutte le ricette in tasca ma non faceva rientrare Dio nei suoi piani e aveva una «coscienza isolata». Circa il ruolo dei laici, Francesco ha espresso con chiarezza il proprio pensiero nel discorso alla Cei del 18 maggio 2015, quando ha chiesto di «rinforzare» l’«indispensabile ruolo» dei laici perché si assumano «le responsabilità che a loro competono» e ha detto che «non dovrebbero aver bisogno del vescovo-pilota o del monsignore-pilota o di un input clericale per assumersi le proprie responsabilità a tutti i livelli, da quello politico a quello sociale, da quello economico a quello legislativo». Francesco è un gesuita, e il fondatore della Compagnia di Gesù, sant’Ignazio di Loyola, raccomandava la pazienza. A Roma la Congregazione per il clero ha avviato un corso per formatori aperto ai sacerdoti studenti, sia italiani sia stranieri. L’insegnamento dei predecessori, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, è stravolto. Chiedendo ai cristiani di andare incontro a tutti, «senza paura e senza rinunciare alla nostra appartenenza», ha aggiunto che la Chiesa ha bisogno di testimoni credibili. E ogni anziano, anche se infermo o alla fine dei suoi giorni, porta in sé il volto di Cristo. Su un fronte come sull’altro però, nonostante parecchi segnali di “buona volontà”, ancora non sembra vi siano stati cambiamenti davvero rilevanti. Sotto l’attuale pontificato questa tendenza si è accentuata come non mai. «Martha Heizer e il marito», spiega un comunicato di Noi Siamo Chiesa, «si riuniscono in casa per celebrare l’eucaristia con altre persone, secondo modalità simili a quelle che da tempo sono praticate dalle comunità di base, cioè senza un prete canonicamente accreditato». L’Islam non conosce l’idea del dialogo e del compromesso. Chiese piuttosto di presentare il messaggio evangelico in modo nuovo e più coinvolgente, mostrandone la bellezza e l’efficacia intramontabile. Non per niente Francesco ha messo in programma numerosi viaggi internazionali, che in genere gli assicurano consensi e gli permettono di uscire dalle sabbie mobili vaticane. “Che altro sono ancora queste chiese, se non le fosse e i sepolcri di Dio?”, urlava l’uomo folle nietzscheano intonando il Requiem aeternam Deo. In famiglia con papa Francesco [Valli, Aldo Maria] on Amazon.com.au. Se è vero che lo stile di Francesco risulta indigesto al settore più tradizionalista delle gerarchie, non sarebbe tuttavia un atto di coerenza da parte di questo papa la riabilitazione di tutti coloro che hanno variamente subito la censura, l’emarginazione, addirittura la sanzione canonica da parte della chiesa, sotto i pontificati di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI? Nella bolla di indizione dell’anno santo straordinario, ricordando la parabola del figliol prodigo, il papa accenna al figlio che è rimasto a casa, è incapace di gioire e si mostra offeso. Qualcuno potrebbe dire: signor papa, ma lei è più importante… No! In generale Francesco sembra aver privilegiato un modello fondato su pragmatismo e semplicità, ma un modello del genere, per funzionare, ha bisogno di prontezza e di lealtà, mentre gli uffici curiali in certi casi rispondono secondo la logica levantina del rinvio, dell’inerzia e anche della menzogna. Benedetto XVI certamente si è dimostrato molto libero. «Oggi», ha ammesso Francesco, «abbiamo tanti problemi, e in tante diocesi, per questo errore di alcuni vescovi di prendere quelli che vengono a volte espulsi dai seminari o dalle case religiose perché hanno bisogno di preti». I fatti diventano noti al grande pubblico quando un’emittente televisiva austriaca riprende, con il permesso della coppia, la celebrazione domestica, che viene ripetuta quattro o cinque volte l’anno. Inoltre Bergoglio vuole incidere in profondità, non limitarsi a un maquillage. Francesco, che ama definirsi vescovo di Roma, nel caso del rapporto con la politica italiana vuole invece sottolineare il suo ruolo universale, per sottrarsi a qualsiasi logica di do ut des. Anziché ripetere e sottolineare alcuni divieti, preferisce volgere il discorso in positivo, mostrando la bellezza della proposta cristiana. – Grazie, altrettanto. Eppure noi non ci opponiamo affatto alla celebrazioni in comunità più grandi; anzi, continuiamo a parteciparvi. Il silenzio circa il giudizio di Dio è molto grave, perché distorce la misericordia divina. Il dogma è una verità di fede insegnata dalla Chiesa. Così si riduce la proposta cristiana a una vaga esortazione morale, senza riferimenti alle eterne verità divine, e si mette sotto silenzio la questione del giudizio di Dio. Nella Laudato si’, percorsa da un’evidente vena anticapitalista, si vede bene che a lui non interessa imporre un modello ma ricordare a tutti la comune umanità, da cui derivano comuni responsabilità. Al già passato e dettagliato elenco delle menzogne qui postato, se ne aggiunge una “nuova” nel senso che, non è propriamente nuova, si attendeva infatti il verdetto dal Soviet supremo….E’ arrivato ed è devastante per una sana Congregazione femminile francese di stampo “troppo cattolica“…. In materia economica e finanziaria il papa ha deciso di mantenere in vita lo Ior facendolo però tornare al compito originario, di servizio alla missione della Chiesa, e nello stesso tempo ha voluto far nascere un nuovo dicastero per l’economia, affidato al cardinale australiano George Pell, con ampi poteri sia gestionali sia di vigilanza e controllo. Come si conciliano queste affermazioni con la reiterata pretesa che le leggi degli Stati sovrani, che riguardano tutti i cittadini, debbano continuare a essere modellate sulla morale della Chiesa cattolica in questioni cruciali come l’eutanasia, quando perfino in seno alla Chiesa voci autorevolissime (da ultimo Hans Küng) hanno sostenuto la liceità dell’eutanasia e in taluni casi addirittura il suo carattere peculiarmente cristiano? Tutti siamo necessari per costruire questo tempo». Il Signore chiama a vivere con generosità e coraggio l’accoglienza nei conventi vuoti». Francesco, in definitiva, usa l’arma della coerenza evangelica e rifiuta quella dell’ingerenza nella politica. It also analyses reviews to verify trustworthiness. «La Chiesa è la casa in cui le porte sono aperte non solo perché ognuno possa trovarvi accoglienza e respirare amore e speranza, ma anche perché noi possiamo uscire a portare questo amore e questa speranza. Please try again. Nella paternità spirituale confluiscono l’umanità, la coerenza e la vita spirituale». Viviamo in un tempo che richiede di fare «scelte coraggiose e controcorrente che, in particolari circostanze, possono giungere all’obiezione di coscienza». «Con riferimento all’ordinazione delle donne, la Chiesa ha parlato e dice no. Su questo c’è molto da fare, e Francesco ne è consapevole. Abbiamo una Chiesa mondanizzata, che non parla più del peccato originale e non annuncia la redenzione.

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